Finalmente una settimana fa è uscito e da lunedì scorso non riesco ad ascoltare altro: l’ultima fatica in studio dei miei amatissimi U2.
Sapevo che Rolling Stones Us gli aveva assegnato 5 stelle, il massimo.
Quando l’ho compato ero stra-felice: “ancora meglio di Actung Baby” l’avevano definito. Critico assai coraggioso e ardito. Infatti con AB gli U2 avevano totalmente cambiato registro, uno sconvolgimento senza precedenti se consideriamo che l’album prima era Rattle And Hum, ispirato al blues di New Orleans. Definirlo “migliore di…” è stato assai rischioso.
Ed ecco che carica di tutti questi discorsi, con una curiosità alle stelle sono andata a comprarlo e ho iniziato il mio ascolto. Purtroppo il tempo è poco e quindi un po’ in macchina nei 20 minuti che mi servono per andare nella mia personale valle di lacrime lavorativa e un po’ a lavoro come sottofondo molto basso il cd ha iniziato a girare nel lettore.
Che delsione! Complicato, non li riconoscevo, non riuscivo ad entrare nelle canzoni. Ma la tenacia premia…ed ecco che un po’ alla volta le Lyrics dei 4 irlandesi iniziano a far parte di te, le note diventano familiari. Quando poi si riesce a dedicare un po’ di tempo ai testi il giudizio cambia e se prima era “Non lo capisco” poi diventa “si carino”, “ci sono un paio di canzoni che mi piacciono”, “OhMy God”. per concludere con “Come ho fatto a sterne senza per tutto questo tempo???”.
Eh già perchè ora dopo una settimana fatta di ascolti inizialmente disattenti , poi sempre più accorti, è diventato una parte di me, un cd bellissimo, un grandissimo ritorno sulle scene dei miei beniamini. Finalmente un cd dove tutte le canzoni sono belle, non come in, per esempio, All That You Can’t Leave Behind, in cui la prima metà del cd è carina-decente e la seconda praticamente inascoltabile. Qui si va alla grande. Il singolo porta sulla cattiva strada, forse è stato anche quello che mi ha spiazzato inizialmente: con un singolo del genere è ovvio che uno si fa una determinata idea di un album!
E ora li aspetto con ansia per i concerti: spero mi ragaleranno le stesse emozioni che ho vissuto nel 2005 a Roma nel Vertigo Tour quando ho visto spuntare Bono col suo chiodo nero e rosso da sotto il palco…Unos dos tres catorce…Bentornati U2!